L’ESCURSIONISMO NELL’ERA DEL WEB 2.0

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È inutile girarci attorno: il web 2.0 ha cambiato l’approccio dell’escursionismo. Come? Semplice: facendolo diventare più pigro.

È un paradosso ma sembra essere proprio così.
In un primo momento la diffusione del web aveva permesso agli escursionisti di accedere ad un’orgia di informazioni, fino a pochi anni prima di difficile reperimento, stimolando la curiosità di conoscere posti nuovi, confrontare offerte e programmare esperienze su misura. Spesso si passavano più ore davanti al pc a programmare l’escursione che sui sentieri.

L’accesso ad un’infinita serie di informazioni aveva convinto l’escursionista di essere in grado di svincolarsi da quelle mappe cartacee vecchie e mai aggiornate e dalle inutili informazioni che si trovano nei Centri Informazione locali (se si ha la fortuna di trovarli aperti…).

Per un certo periodo, l’escursionista aveva veramente creduto di poter fare da sé.

La situazione sta cambiando di nuovo

Vediamo perché.

  • Il web ha sì permesso la diffusione delle informazioni ma ora ce ne sono troppe.
  • Molte di queste informazioni non sono certificate, di conseguenza spesso sono poco veritiere, non aggiornate, inutili.
  • Districarsi tra tutte queste informazioni e verificarle implica tanto tempo e voglia.
  • I siti istituzionali sono delle vetrine auto-referenziali dell’Ente di turno piuttosto che una fonte di informazioni certificate, aggiornate ed attendibili.
  • L’escursionista ha capito che passare più ore davanti al pc che sui sentieri è una grandissima cazzata.

Ecco che quindi l’escursionista si impigrisce.

Vediamo perché.

  • Non potendo più rinunciare al web come strumento conoscitivo, tende a visitare sempre gli stessi siti che sono quelli, guarda caso, dove la sua esperienza pregressa è stata positiva.
  • Cerca percorsi già predisposti (possibilmente ad anello) perché studiarne uno nuovo partendo dalla rete dei sentieri implica tanto tempo (“prima lo facevo, ora non ho più né voglia né tempo”).
  • Cerca solo ed esclusivamente quelle informazioni imprescindibili alla buona riuscita della sua escursione legate al percorso individuato: e le deve trovare subito!
  • Cerca fotografie, immagini e video strumenti che comunicano molto rapidamente e non impegnano troppo mente e tempo.
  • L’escursionismo dai grandi numeri è tendenzialmente giornaliero: ciò di cui ha bisogno sono pochi strumenti ma performanti per massimizzare la giornata che trascorre in quel territorio che ha scelto di visitare.

Come possiamo rispondere a queste richieste?

  • Costruire una proposta escursionistica inter- disciplinare semplice che consta in pochi percorsi per attività outdoor ma ben chiari: è inutile ad esempio fornire 30 tracce gps per percorsi MTB, ne bastano 3/4 di diversi livelli di difficoltà.
  • Andare ad intercettare l’escursionista sui siti che frequenta fornendogli solo ed esclusivamente le info che cerca (tracce GPS aggiornate e verificate, numeri utili aggiornati e affidabili…).
  • Non fornire strumenti inutili come ad esempio le app: oltre ad essere costose per chi le offre, spesso l’escursionista le rifiuta perché deve prima scaricarle e poi imparare ad usarle. La cosa non è sempre facile perché spesso il telefono non prende, sotto la luce del sole lo schermo non si vede, i pulsanti non si vedono etc… L’escursionista spesso ha la sua app di escursionismo preferita oppure un gps outdoor, forniamogli la traccia gps dei percorsi ché poi se le gestisce lui!
  • Piuttosto che una app, creare un sito istituzionale semplice, chiaro ricco di immagini accattivanti, video e tracce GPS certificate.  Nel sito il pulsante “RICHIEDI INFORMAZIONI” deve esser ben evidente: alle mail e al telefono ci deve essere sempre qualcuno che risponda prontamente in modo chiaro.
  • Le promesse vanno mantenute: convincere gli escursionisti a scegliere una proposta piuttosto che un’altra è difficile, pertanto, una  volta riusciti nell’intento, dobbiamo far sì che ciò che abbiamo venduto esista veramente e sia di pregio. I centri informazioni devono essere sempre aperti e offrire poco materiale ma aggiornato e utile (e non fondi di magazzino da smaltire…), bisogna effettuare periodica manutenzione dei sentieri perché siano puliti e percorribili, la segnaletica deve essere chiara, visibile ed efficace, i punti di accoglienza (agriturismi, rifugi, bivacchi…) lungo i percorsi devono essere aperti e accoglienti.

L’escursionismo è una risorsa di ricchezza per economie locali sempre al limite di crollare (soprattutto quelle di montagna). Sfruttiamolo ma con la giusta programmazione.

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